
In una biblioteca, tutto era grigio,
un bibliotecario, con un sogno nel cuore,
fumò un po’ di erba, e che bel pomeriggio,
decise di dare ai libri un gran valore.
“Perché non riordino, per colore e non soggetto?”
pensò con un sorriso, un po’ sognante e allegro,
i rossi sui ripiani, tutti in un perfetto,
riquadro vibrante, il suo pensiero era leggero.
Romanzi in rosso, saggi in blu,
il giallo spiccava, come il sole in estate,
“Oh guarda che bello!”, esclamò con virtù,
ballando tra i titoli, con gioia esagerate.
Ma il verde lo colpì, il suo sguardo si mosse,
e i libri di botanica sembrarono brillare,
“Ah, sono gemme!”, nelle mani lo scosse,
mentre la gente, davvero, iniziava a fare il mare.
Ma ecco apparire, la direttrice infuriata,
“Cosa hai combinato? Che disastro è questo?”
il bibliotecario rise, “Ma è un’idea raffreddata,
l'arte di riordinare è il mio manifesto!”
“Il rosso è passione, il blu è malinconia,
il verde è la speranza, il giallo, riso e sole,”
e lei, incredula, si fermò, “Che follia!
Ma in fondo, con te, non c’è mai niente di mole.”
Da quel giorno in poi, la biblioteca brillò,
non più grigio, ma un arcobaleno di scelte,
e il bibliotecario, un maestro certo, lo trovò,
ballando con i libri, felice tra le ghermitte.
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