
In una stanza piena di fumi e chitarre,
Quattro amici cantano, oh che disastro!
La musica danza, ma stonano chiare,
Persino il vicino si sente un po' bastardo.
Con un nome da rockstar e un volto da penta,
Giorgio al pianoforte trascina il suo peso,
Mentre Raffaele è in trance e si lamenta,
“Io sono un genio, ma vi prego, silenzio, adesso!”
Un triplo di erba, un assolo divino,
Maria e i suoi fiori li fa vibrare tutti,
Ma l'unico ritmo è un ballo meschino,
Persino i gatti si uniscono ai giri rotti.
Ridi e ti alzi, l'alba già brilla,
Svanisce la musica, ma resta la bella,
La jam session eterna, inchiostrata di griglia,
Domani ricorderò: che mattinata pazza, oh che favella!
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