
Due amici su una nuvola di fumo,
Scrivevano versi, oh che gran consumo!
"Chiamo il cielo e la luna," disse Pino,
"Mentre i miei pensieri danzano vicino."
"Fuma e scrivi, fratello mio,"
Rispose Marco, "ma che ci fai tu?"
"Ecco un verso su un gatto che canta! "
"Mi pare un po' strano, ma che importa, è in cinta!"
Tra risa e sghignazzi, penna alla mano,
Sognavano di un'alga, di un sogno lontano;
"Un mondo di torte," gridò con fervore,
"Con cioccolato e un po' di sapore!"
Ma il poema finì come un piatto bruciato,
"Ho scordato la rima," disse il distratto.
"Ma non importa," aggiunse, ridendo, la via,
"Perché i veri poeti son sempre incollati!"
Un'altra boccata, e l'idea svanita,
"Scriviamo di fiori che danzano in vita!"
E così tra risate e aromi d'incanto,
Crearon poesie senza alcun rimpianto.
E alla fine, sgranocchiando un cracker,
Entrambi si auto-definiron "il rapper;"
E mentre il sole tramontava in bellezza,
Promisero poesie, in ogni finesse.
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