
Alle quattro e venti, l'ora fatata,
si accende il rito, tutti sul divano,
tira fuori il fumo, il mondo è in festa,
risate contagiose, la mente è un arcano.
C'è chi balla e chi canta, l'allegria è alta,
con pizzette e biscotti, il completo è strano.
Mentre il terzo “puff” manda in fuga la realtà,
mi chiedo se il gatto ha capito il piano;
lui fissa con gli occhi come un saggio maestro,
“Ehi umani, dai, non fatevi lontano!”
Rimandando di nuovo l’imminente cena,
il frigo vuoto è solo un brutto tiranno.
Intanto che il tempo, come fumo, si smorza,
qualcuno sognando un viaggio per sempre;
“Se il mondo gira così, io sparirei,”
dicono con pazienza, mentre il sonno li stende.
“Ma chi ha rubato la pizza?”, in coro si sorza,
SDD (Scrittori Di Droni) pronti per la leggenda.
Un’ora si ferma, la luce è sfocata,
quattro stramberie e un’idea brillante:
“Perché non facciamo un’asta di fumi,”
“offriamo a tutti un bong, sarà esaltante!”
Ma il vicino sbuffa, la musica è alta,
457 casse a volume... eccitante!
Quando il sole tramonta, l’ora è diventata,
la luna è complice e il fumo fa ballare.
Le risate e i sogni, stasera non mancano,
“Ma chi ha portato quel’eroe d’annata?”
Squadre unite in questa danzata,
siamo tutti fratelli, pronti a sognare.
Finiti i rituali, ecco il verdetto:
la pieta dei fumi ha lasciato il segno,
si ripenso ai cuscini e a quel sublime rito,
però al mattino, sì, c'è un grande disordine.
Ma oggi festeggiamo, la vita è un affetto,
l’4:20, lo sappiamo, è il nostro regno!
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