
Sotto le stelle, i miei amici ridono,
con un po' di erba, e la luna che brilla,
un fuoco acceso, la musica danza,
“Ehi, ci vuoi un marshmallow?” qualcuno domanda,
in tenda, si smarriscono i pensieri,
mentre cuciniamo, tutto sembra un sogno.
“Non ricordo dove ho messo il cibo,”
la borsa dei snack, ormai un mistero,
la risposta più ovvia: è nelle stelle!
Un altro tiro, la mente che vola,
“Facciamo un giro,” un altro amico dice,
ma il sentiero sparisce, ci prendiamo per mano.
“Ehi, guarda, una volpe!” qualcuno esclama,
ma è solo un ramoscello, un gioco della mente,
ridiamo a crepapelle, il panico ci abbraccia,
un nutriente amore tra risate e THC.
In tenda, ci troviamo, ridimensionati,
le stelle sono così belle, anche se fittizie.
“Dobbiamo fare un selfie,” uno grida,
ma l’obiettivo, ahimè, è un fiasco totale,
con i cani che abbaiano e i gufi che ci guardano,
pensiamo che l’ossa ci farà diventare famosi.
“Oh, i marshmallow!” esclama un amico,
ma di nuovo, l’unica cosa che brucia è la nostra follia.
“Cosa facciamo ora, l’insegnante?”
con un sorriso smagliante, ci chiamiamo,
inspirando l’aria, la notte ci avvolge,
giocando a fare l’aini, qualche idea surreale.
L’unico hobby? Guardare le stelle cadenti,
ma chi ha portato il telescopio?
E così finisce la nostra avventura,
un campeggio strano, con amici bizzarri,
tra risa, fumi e avventure surreali,
sotto un cielo che non ha fine né inizio.
I marshmallow sono spariti, chi se ne importa?
Ma i ricordi, ah, quelli bruciano più di un fuoco.
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