
Alle quattro e venti, l'ora fatata,
dove il fumo danza, la risata è liberata.
Con amici si ride, si mangia un po’ di pizza,
mentre il mondo si ferma, e il tempo s’ammorbida.
Ora di accendere, l’erba è pronta,
e l’unica preoccupazione è: “Chi ha la boccetta?”
Una pipa, un bong, un joint nella mano,
come un beneamato scettro di un re soprano.
Il primo tiro è sempre un capolavoro,
mentre ci perdiamo in un sogno dal colore amoro.
Le risate scoppiano, l'allegria non è in vendita,
“Cosa stavi dicendo?” – “Non ne ho la più pallida idea, ma va bene!”
Rituali sacri, snacks a volontà,
una borsa di patatine, oh che felicità!
Il frigo sembra un tempio di cibi incantati,
ogni morso un viaggio, ogni sorso uno scampato.
“Dove sono le chiavi?” – “Io non le ho viste!”
E così si inizia una nuova odissea, con risate e liste.
Quando la bolla si libera, le idee volano,
ma scivolano via, come uccelli che girano.
“Parliamo di pace!” – “Sì, ma chi fa la pizza?”
La discussione è intensa, chiara come la bruma.
Sono tutti d'accordo, eccetto il gattino,
che osserva perplesso, il suo mondo in subbuglio.
Le quattro e venti passano, il tempo si dissolve,
un’idea brillava, ma ora si rovina e si avvolge.
Ricordiamo il rituale, la risata collettiva,
“Ogni giorno è magico, ma oggi è una deriva!”
Così brindiamo all’ora che ci fa sognare,
alle quattro e venti, siamo pronti a ridefinire!
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