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🌿 Daily Poem 🌿

Il codice dell'ingegnere stonato

Un ingegnere, con l'erba nel cuore,
scriveva codice in un buio ufficio,
con gli occhi persi, un sorriso da matti,
mentre si grattava la testa confusa,
digitava tasti, credeva fosse oro,
guardando il monitor, un mondo di colori.

Le righe di codice danzavano, ah, che stupore!
funzioni di una logica che pareva un gioco,
ma il computer rispondeva con un "Errore!",
lui rise forte, "Non ci capisco un fico!",
pensò "Forse un po’ più di fumo mi aiuterà",
ma già si perdeva in un film di colori.

“Sei solo un bug”, sussurrò al computer,
cercando d’afferrare quella scintilla,
ma il codice sfuggiva come un pesce d'acqua,
i numeri danzavano, un balletto di errori,
l’ideale era chiaro, ma pensò “perché no?”,
mangiò uno snack, mentre il PC tornava a colori.

Finalmente un’idea venne, oh, grande onore!
disegnò strutture, creò nuove storie,
diceva: “Andrà così!” con gusto e con ardore,
nel frattempo un gatto gli camminava sopra,
ma l’ingegnere rise, "Ehi, sei un codice in divenire!",
mentre il monitor brillava di nuovi colori.

Ma quando la mattina arrivò, fu un terrore,
il codice sputava solo confusione,
“Ho creato un'app per ordinare fughe di fumo!”,
con script e funzioni che non hanno senso,
l'ingegnere si grattò la testa e pensò,
“Magari, avvuto un po’ più di colori!”

Così imparò, tra erba e risate,
che il codice è bello, ma va colto sober,
sotto la luna piena, con gli amici ideali,
ci si diverte, ma con un occhio ai rimedi,
per non finire a programmare sogni sbagliati,
mentre il mondo gira in danze di colori.

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Hazy Humor is licensed under CC BY-SA 4.0