
Un apicoltore alto, col dolce vizio,
S’alzò dal letto con uno spirito allegro,
L'erba gli danzava, un profumo di lizio,
Sognando le api come un triste gioco.
Con il cappello in testa, si mise a ballare,
Le api lo seguiron, felici e serene,
"Buongiorno, care", disse con bel fare,
Ma uno lo punse, "Sei proprio in vena!"
Con il miele in tasca e il cuore in festa,
Cercò di raccoglier le dolci ragazze,
Ma scivolò su un fiore, ah che gran protesta!
“Non son la tua diva, ma pure io sono pazza!”
Le api risposero: “Non è il tuo tempo!”
E il nostro beccaio, ormai un po' smarrito,
Sogna un'arnia in cielo, da farci un congresso!
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